Hugo Tempesta: l’esperienza con Waves LV1 Classic
Ad Ancona, in occasione del tour di Emma Marrone, abbiamo incontrato Hugo Tempesta, noto Sound Engineer che ha lavorato al fianco di grandi artisti nazionali e internazionali, tra cui Alanis Morissette e Damiano David.
In questa intervista Hugo ci racconta la sua esperienza diretta con Waves LV1 Classic, il mixer live della gamma Waves, condividendo il suo punto di vista da utilizzatore esperto.
Dal primo sistema modulare alla versione compatta
Quando Waves ha presentato il primo progetto di LV1, il sistema modulare iniziale, l'attenzione di Hugo "si è subito focalizzata sul potenziale utilizzo nella realtà per quanto riguarda le applicazioni live".
Il primo sistema modulare, spiega Hugo, "era un po' più contorto perché ovviamente dovevi un po' capire di computer, di switch, di reti, di come funziona il server […]". Con l'arrivo della versione attuale, un sistema chiuso e compatto, la complessità di gestione è stata superata: "ritengo che il passo avanti sia notevole, pur mantenendo lo stesso praticamente il suono. La capacità di suonare del banco è la stessa identica".
L'affidabilità di LV1 Classic
"Per me è diventato anche il mio mixer spare in situazioni grandi". E aggiunge: "Con lui faccio sempre lo spare, perché mi dà la possibilità di ricreare lo stesso suono che ho sull'altro [mixer principale, ndr], qualsiasi cosa dovesse succedere passo su questo e si va avanti". Un affidamento confermato nel tempo, "davvero valido anche con tutti gli update di software che ha avuto nel frattempo".
I punti di forza della console
Il punto di forza più rilevante della console LV1 Classic, per Hugo, è sicuramente il suono. Il sistema, spiega, funziona come un plugin unico: l'intero software, con tutti i plugin al suo interno, gestisce la fase del sistema audio attraverso un'unica interfaccia, "in una maniera assolutamente perfetta".
Con le soluzioni tradizionali, infatti, l'interfacciamento tra plugin esterni e banchi stand-alone genera latenze nelle conversioni, nei flussi e nel routing bus-to-bus, che si traducono in rotazioni di fase e in un decadimento del range dinamico, del suono e di quella "colla musicale" che percepiamo come piacevolezza all'ascolto. Un problema che con i banchi analogici non esisteva, "perché non c'era latenza, viaggiava tutto lì insieme". Il digitale, al contrario, ha amplificato questo limite: il segnale può risultare pulito, ma spesso manca di rotondità e di quelle armoniche che rendono l'ascolto davvero piacevole.
Con LV1 Classic, conclude Hugo, queste caratteristiche "le ritrovo dal primo istante di lavoro e non si piegano mai fino alla fine".
A completare il quadro ci sono altri due elementi chiave per Hugo: la compattezza e l’affidabilità, quest'ultima confermata dai test condotti da Hugo nel corso dell'estate. "Queste cose le devi mettere sulla bilancia", conclude, "quindi suono, compattezza e affidabilità per me al momento sono le prime cose che devi valutare".
Guarda l'intervista completa su Waves LV1 Classic sul nostro canale YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=xLOHtVSb8cc
Leggi anche il racconto di Mattia Ricci, FOH engineer del tour di Baby K, sulla sua esperienza con lo stesso mixer.
